Il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali

Il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali

Nel modello di sviluppo delle aree rurali l’organizzazione del sistema produttivo è fortemente connessa a quello dell’organizzazione dei servizi.

In particolare, le aree rurali lontane dai centri di insediamento, soprattutto montane, la struttura dei servizi è sempre più debole e questo incide negativamente sul grado di inclusione di queste popolazioni nei relativi contesti locali e regionali; le aree rurali, invece, più vicine ai centri di insediamento urbano perdono sempre più le loro specificità culturali.

A ciò si aggiunge il fatto che le aree rurali calabresi soffrono, più degli altri comuni calabresi, l’assenza o l’insufficienza della dotazione infrastrutturale (tecnologica, stradale, ferroviaria ecc.) trovandosi quindi in una condizione di sostanziale isolamento dall’esterno.

Generare e favorire inclusione nelle aree rurali significa pertanto soprattutto incentivare le risorse sociali e i servizi a sostegno della qualità della vita come leva della promozione di risorse immateriali indispensabili per creare opportunità economiche.

Il miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali viene perseguito nell’Asse III attraverso:

·         servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale (Misura 321)

·         tutela e riqualificazione del patrimonio rurale (Misura 323)

·         formazione ed informazione (Misura 331)

i servizi essenziali

La dotazione di servizi essenziali a favore dei contesti rurali è un fattore indispensabile per assicurare stabilità al capitale umano presente in questi territori, migliorare le condizioni di vita e contrastare lo spopolamento delle aree rurali. La presenza di servizi sociali essenziali, inoltre, contribuisce ad aumentare le opportunità di inserimento lavorativo per le donne eliminando quelle condizioni che le costringono a dedicare il proprio tempo a bambini, anziani, disabili ecc. Una appropriata rete di servizi a carattere sociale e culturale, più in generale, contribuisce ad una valorizzazione più piena del patrimonio culturale e delle identità locali e a riqualificare il sistema produttivo locale.

In particolare, tra i servizi a favore dell’economia e della popolazione rurale rientrano la creazione di specifiche categorie di servizi alla popolazione quali i cosiddetti “servizi essenziali” di utilità sociale come servizi all’infanzia, agli anziani, ai disabili, all’inserimento di immigrati, il miglioramento dei servizi di trasporto da e verso le aree urbane e le aree di servizio (scuole, uffici, ospedali, ecc.), l’avviamento di attività culturali e ricreative nelle aree rurali (ecomusei, centri per l’accesso all’uso della multimedialità, biblioteche) nonché l’accessibilità alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Nota:

L’attivazione dello Sportello Territoriale di Segretariato Sociale PIAR ARCOPOLLINO, finanziata con i fondi a valere sul PSR 2007–2013 della Regione Calabria, rientra proprio tra gli interventi di questa misura specifica, la Misura 321 Servizi Essenziali per l'Economia e la Popolazione Rurale, Azione 1 Servizi Essenziali.

 

il patrimonio rurale

Il mondo rurale calabrese vanta un considerevole patrimonio architettonico-culturale, come testimoniano i numerosi “casini”, ville rurali, torri, strutture comuni per i coloni, antichi mulini e frantoi, abbeveratoi comuni, ecc.

La tutela e la conservazione del paesaggio e dell’architettura rurale è fondamentale non solo per difendere e tramandare la cultura rurale locale ma anche per contribuire al miglioramento della vita nelle aree rurali ed aumentarne l’attrattività, soprattutto in un’ottica di turismo culturale.

Pertanto, riqualificare il patrimonio presente nelle aziende agricole situate nelle aree rurali attraverso interventi di recupero di edifici e strutture importanti dal punto di vista architettonico, storico, economico o culturale al fine di una loro utilizzazione pubblica (per es. un museo di cultura contadina) significa valorizzare i territori e creare al contempo nuove opportunità economiche.

 

la formazione e l’ informazione

Le attività di formazione e informazione sono dirette, nello specifico, al trasferimento delle conoscenze e alla creazione di una classe imprenditoriale preparata in quelle attività non prettamente agricole, come quelle artigianali e turistiche o quelle legate alla funzione sociale dell’azienda agricola nonché all’uso delle TIC e allo sviluppo di piccole imprese in ambito rurale.

torna all'inizio del contenuto