VITTORIO PANDOLFI

Sacerdote nacque a Mormanno il 19 maggio 1855 e quivi morì a 72 anni il 29 marzo 1926.

Dotato di forte ed acuto intelletto , fu studioso attento e professore emerito di lingua latina e greca. Citava a memoria i testi più rari. Conosceva il sancrito e, tra le lingue moderne, il tedesco e l’inglese. Operò in molte sedi ed in ciascuna lasciò fama ed eredità di affetti. Fu insegnante e preside a Foggia, Maglie, Palermo, Tivoli, Genova. Mormanno gli ha intitolato una strada e la scuola media statale. Quanto ai suoi scritti sono lavori di letteratura italiana, greca e latina.

In italiano, oltre allo scrivere in prosa o in versi su argomenti gioiosi quali: Un mazzolin di fiori; Fiori che paiono spine; Una memoria ed una aspirazione, dal punto di vista più strettamente letterario e storico si occupò di Boccaccio, di Benedetto VIII, della storia del Ducato di Benevento.

In lingua latina scrisse su Gli Argonauti di Apollonio Rodio, a Sibari dedicò una cantica in endecasillabi, Sybaritae, edita in Benevento nel 1894.

In greco produsse studi su La poetica di Aristotele, Le opere e i giorni di Esiodo, Il Ciclope di Euripide, gli Idilli di Teocrito. Tradusse poi in italiano gli Inni di Callimaco.

 

 

[testo tratto da “Mormanno un paese ...nel mondo” di Luigi Paternostro]

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