CARLO CAPALBI

Discendente da antica e nobile famiglia nacque a Mormanno il 21 agosto 1778 e quivi morì il 24 luglio 1839.

Fu sindaco per due lustri. Negli anni 1811, 1812, 1813, fu ripartirore dei demani nei comuni di Mormanno, Laino Castello, Laino Borgo, Papasidero, Oriolo, Canna e Nocara.

Tra affari domestici e tante occupazioni, seppe trovare il tempo di attendere ai suoi studi.

Fu innamoratissimo dei classici e ne studiò profondamente i capolavori.

Già giovanissimo scrisse in latino una serie di epistolae e di dissetationes, andate tutte perdute.

Dal latino tradusse: Il De officiis di Cicerone. L’opera rimase però incompiuta per la sopravvenuta sua morte.

In lingua italiana scrisse: Orazione funebre per Carlo III di Borbone. La Partenone, cantata per Ferdinando IV di Napoli. Canto pastorale sopra la prima disfatta dei francesi. Scritti di letteratura antica pubblicati sulla rivista italiana di Palermo.

Discorsi tra cui uno sull’origine dell’idolatria. Teologia Gentile della Bibbia il suo più ponderoso libro.
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